Iperammortamento 2026: la nuova sfida della Certificazione Contabile

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Iperammortamento 2026: la nuova sfida della Certificazione Contabile

Il ritorno dell’Iperammortamento (2026-2028) porta con sé grandi opportunità ma anche un nuovo “filtro” obbligatorio: la Certificazione del Revisore! 
L’evoluzione della Transizione 4.0 verso il nuovo Iperammortamento 2026-2028 segna un cambio di passo decisivo. Non si tratta più solo di acquistare tecnologia ma  anche di garantire un’assoluta trasparenza documentale.

A differenza del passato, l’agevolazione per beni materiali e immateriali 4.0, impianti FER e sistemi di stoccaggio (BES), richiede oggi un obbligo generalizzato di certificazione contabile a cura di un Revisore Legale o di una Società di Revisione. Tale certificazione è obbligatoria per tutti e coinvolge anche le aziende che non sono già soggette a revisione legale.
Il Certificatore non farà dei meri controlli “a campione” ma l’attività di verifica sarà analitica. Il Revisore dovrà attestare l’effettivo sostenimento delle spese, analizzando fatture, contratti e flussi finanziari, nonchè la coerenza documentale, asseverando la corrispondenza perfetta tra i costi agevolati e le scritture contabili e risultanze di bilancio.

I controlli si focalizzeranno anche sui requisiti di accesso, quali la novità dei beni, di fatto l’agevolazione spetta solo su beni nuovi e interconnessi, nonchè sull’iter documentale nei confronti del GSE, monitorando il coordinamento tra le comunicazioni inviate al Gestore dei Servizi Energetici e i dati contabili.

La certificazione non è un semplice timbro burocratico ma una tutela per l’impresa contro futuri recuperi d’imposta e l’accuratezza della documentazione è da considerarsi ad integrazione dell’investimento agevolativo realizzato.

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