TFM amministratori: una delibera fuori tempo può costare la deducibilità

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TFM amministratori: una delibera fuori tempo può costare la deducibilità

Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) rappresenta uno strumento molto utilizzato dalle società per riconoscere agli amministratori un compenso differito alla cessazione dell’incarico. La sua deducibilità fiscale, tuttavia, richiede particolare attenzione: non basta deliberare il TFM, occorre farlo nel momento giusto. Per consentire alla società di dedurre gli accantonamenti annuali per competenza, il diritto al TFM deve risultare da un atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione, nel quale sia determinato l’importo dell’indennità o siano comunque individuati criteri sufficientemente precisi per la sua quantificazione.

Il problema si pone soprattutto quando si intende attribuire il TFM a un amministratore già in carica. In questi casi non è sufficiente attribuire data certa a una nuova delibera: il rapporto di amministrazione è infatti già iniziato. La questione diventa quindi particolarmente delicata quando l’amministratore si dimette per essere successivamente nominato per un nuovo mandato.

La Cassazione ha assunto sul punto una posizione rigorosa, escludendo che semplici dimissioni seguite dall’immediata rinomina dello stesso amministratore siano sufficienti quando, nella sostanza, non vi sia stata una reale soluzione di continuità del rapporto.

La più recente giurisprudenza tributaria ha tuttavia aperto interessanti spazi interpretativi. In particolare può assumere rilievo una corretta successione degli atti: dimissioni, preventiva deliberazione del TFM, successiva nuova nomina e, solo dopo, accettazione del nuovo incarico. Il rispetto della sequenza temporale diventa quindi determinante.

Ma la sola forma non basta. È opportuno che il nuovo mandato presenti elementi concreti che ne evidenzino l’autonomia rispetto al precedente: ad esempio una durata predeterminata, nuovi compiti o responsabilità, oppure il collegamento a una nuova fase di investimenti, sviluppo e crescita dell’impresa. Particolare attenzione deve essere riservata anche allo statuto societario, che può disciplinare diversamente durata dell’incarico, dimissioni, revoca e permanenza dell’amministratore fino alla ricostituzione dell’organo amministrativo.

La conclusione è semplice: il TFM va programmato prima, non sistemato dopo. Una corretta pianificazione societaria, accompagnata da delibere coerenti, data certa e una precisa successione degli atti, può fare la differenza tra un accantonamento fiscalmente deducibile per competenza e un costo la cui deduzione viene rinviata al momento dell’effettivo pagamento. Prima di istituire o modificare il TFM degli amministratori è quindi opportuno verificare preventivamente statuto, durata dell’incarico e documentazione societaria, costruendo correttamente l’operazione prima dell’inizio del nuovo mandato.

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