Il DM 7 agosto 2025, che disciplina il nuovo Conto Termico 3.0, apre interessanti opportunità di incentivo anche per le imprese.
Possono accedere tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica, entro il limite annuo di incentivi di complessivi euro 150 milioni e con un tetto massimo di 30 milioni di euro per singola impresa e intervento.
Per le imprese è però essenziale ricordare che l’accesso agli incentivi è subordinato alla presentazione di una richiesta preliminare al GSE prima dell’avvio dei lavori, adempimento obbligatorio.
Per gli interventi di efficienza energetica sugli edifici (come isolamento dell’involucro e sostituzione dei serramenti), l’incentivo è riconosciuto solo se l’intervento garantisce una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10%, che sale al 20% in caso di interventi combinati, da attestare tramite APE ante e post intervento.
L’intensità dell’incentivo parte dal 25% (30% per i multi-interventi) e può aumentare in presenza di specifiche condizioni, quali la qualifica di piccola o media impresa, la localizzazione nel Mezzogiorno o il conseguimento di un significativo miglioramento della prestazione energetica, potendo arrivare fino al 45% delle spese ammissibili.
Per gli interventi di produzione di energia termica, come la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, l’incentivo base è pari al 45% e può salire fino al 65% per le piccole imprese.
Il Conto Termico 3.0 rappresenta quindi una opportunità concreta anche per le imprese, soprattutto se di piccole e medie dimensioni, a condizione di una corretta pianificazione degli interventi sin dalle fasi iniziali.
